Home

Grandi opere - Grandi bidoni

L'Assemblea Permanente NoMOSE

Cos'è il MoSE

Perchè non vogliamo il MoSE


Le alternative

Documenti

Rassegna stampa


No Grandi Navi

Foto

info: info@nomose.org


Perchè non vogliamo il Mo.S.E.

- Perchè NOMOSE - file pdf italiano
- Voilà pourquoi nous ne voulons pas les fermetures mobiles aux embouchures du port de Venise (Mo.S.E.) - file pdf francese
- Why we do not want the three openings to the Port of Venice closed by the Mo.S.E. system - file pdf inglese
- Warum wir die beweglichen Verschlüsse an den Hafenmündungen der Venediger Lagune (Mo.S.E.) nicht wollen - Scarica il file pdf tedesco
- file pdf in 4 lingue due pagine

Riassunto di "E se il progetto "MOSE" fosse già obsoleto?" P.A. Pirazzoli e G. Umgiesser - leggi il riassunto
Abstract of "Is the "MOSE" project already obsolete?" P.A. Pirazzoli e G. Umgiesser - read the abstract

Il Mo.S.E. il sistema ambientale e gli impatti a cura di A. Zitelli - leggi il file .doc

Per le dimensioni dei cantieri e delle opere finite. Per la devastazione ambientale durante la loro costruzione che avrà una durata di almeno 10 anni. Per la modifica irreversibile del paesaggio lagunare. Per gli elevatissimi costi di realizzazione e di gestione. Per le ripercussioni sulle attività del Porto di Venezia. Per la modificazione dell'ecosistema della Laguna di Venezia. Per l'inutilità nel difendere Venezia dalle acque alte. Per l'esistenza di alternative molto meno costose, di immediata realizzazione, sperimentabili e reversibili che possono meglio difendere la città e le isole dalle acque alte. Quasi tutti i finanziamenti destinati al recupero e alla salvaguardia di Venezia e della sua Laguna sono destinati alla realizzazione del Mo.S.E che manca anche della necessaria procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prevista dalla normativa europea per la sua dimensione e perché insiste su territori fragilissimi ed ambientalmente protetti anche da normative europee. La devastazione del territorio è già visibile e siamo solo all'inizio dei lavori. Così non si salvano Venezia, la sua storia, la sua vita, il suo ambiente unico e le abitudini dei suoi abitanti che continuano ad abbandonare la città.Si dovranno continuare ad usare gli stivali per acque alte inferiori a 110 cm, le più frequenti,mentre la popolazione manifesta timori nel caso di eventi eccezionali come quello del 4 novembre 1966,a causa di imprevisti o rotture. Se,nei prossimi anni il livello medio dei mari crescerà per l'effetto serra –come previsto dagli scienziati- il costosissimo sistema di chiusure della bocche di porto non servirà assolutamente a nulla pur avendo devastato la laguna in maniera irrecuperabile. Ci possiamo liberare dalle acque alte, senza Mo.S.E., prima sperimentando e poi costruendo in tempi più brevi e con costi minori,le opere alternative già individuate che potranno comunque essere modificate qualora servisse renderle più adatte a condizioni future oggi non immaginabili.

Nella Disposizione del sindaco di Venezia (6 giugno 2005 n. 200458) si leggono i seguenti rilievi mossi al Mo.S.E.
    Sul livello procedurale:
    1. In stretto riferimento alle bocche di porto, è mancato il confronto tecnico ed economico tra diverse possibili soluzioni progettuali sostenute da soggetti tra loro in concorrenza. L'affidamento è avvenuto a trattativa privata senza gara pubblica.
    2. Non sono state mai messi a confronto progetti alternativi caratterizzati da diversa concezione progettuale e da diversa modalità di gestione.
    3. Sono state confrontate tra loro "varianti" della stessa soluzione progettuale.
    4. E' ravvisata la difformità dagli strumenti urbanistici secondo quanto previsto dalla vigente normativa; sono inoltre evidenziati conflitti con le Direttive comunitarie in materia di conservazione degli habitat naturali.
    5. Le varianti introdotte dalle "opere complementari" interferiscono incisivamente con gli aspetti urbanistici, ambientali, portuali, morfologici e paesaggistici.
    6. E' segnalata la mancata redazione del Progetto Esecutivo così come deliberato dal Comitato Misto (Aprile 2003).
    7. Alle bocche di porto sono stati aperti n. 11 cantieri sulla base non di stralci del Progetto Esecutivo, ma di " fasi esecutive" di volta in volta approvate dal Comitato Tecnico di Magistratura che risultano avulse dal Progetto esecutivo globale.

    Sul livello progettuale:
    1. E' ravvisata l'invasiva estensione delle opere mobili e la loro difficile gestione derivata dalla non conformità del progetto Mo.S.E. allo "Studio di Fattibilità - Progetto di massima per la difesa della Laguna di Venezia dalle acque alte", approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
    2. Il Mo.S.E. prevede una radicale riduzione, fino a quasi ad escluderli, i restringimenti fissi alle Bocche con conseguente vistoso aumento delle opere mobili che passano da 1070m a 1760m.
    3. E' ravvisato il gigantismo ed il carattere intrusivo e irreversibile delle opere di fondazione (cassoni e pali di fondazione) oltre che delle opere accessorie.
    4. Sono sollevati dubbi sulla funzionalità della paratoia modulare rispetto agli obiettivi dichiarati.
    5. Vengono espresse valutazioni negative relative a componenti decisive del modulo sperimentale di particolare rilevanza tecnologica (paratoie, cerniere, modalità di ricambio delle paratoie) con evidenziazione di possibili carenze concettuali, conoscitive, sperimentali e prefigurazione di rischi conseguenti.
    6. Sono espressi gravi dubbi, stante la persistente mancanza della progettazione esecutiva delle componenti mobili e degli annessi funzionali, sulla effettiva possibilità di giungere alla realizzazione dell'opera e al suo funzionamento.
    7. Viene evidenziato come il Progetto Mo.S.E. sul piano progettuale e gestionale non realizza le prescrizioni di gradualità, sperimentalità reversibilità (voto n. 209 del 27 maggio 1982 di approvazione dello Studio di fattibilità da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, voto interamente richiamato dalla legge 798/84, art. 3 comma 1, lettera a, e dal successivo voto del Consiglio Superiore LL.PP. n. 48 del 18 ottobre 1994).
    8. Viene messa in rilievo la irreversibilità dell'impatto sugli strati geo-morfologici sublagunari consolidati ( caranto) legata alla posa in opera dei pali di fondazione e dei cassoni di alloggiamento.
    9. Viene ravvisato come aspetti tecnologici di progettazione e di gestione, non affrontati dal Progetto Definitivo, lascino irrisolti i problemi relativi alla sicurezza tant'è che tutte le aree funzionali sublagunari devono essere classificate pericolose a causa di possibili infiltrazioni di gas (metano, anidride solforosa) attraverso le solette dei manufatti in calcestruzzo.
    10. Vengono sottolineati gli impatti irreversibili sul sistema ambientale, sugli ecosistemi acquatici e terrestri.
    11. Viene denunciata la perdita netta di territorio e perdita di gradi di complessità ecosistemica in siti di massimo pregio tutelati da normative europee (zone SIC e ZPS).

    Sul livello gestionale:
    1. Viene ravvisata l' incompatibilità dei tempi e delle le modalità delle manovre di chiusura nella stagione delle acque alte in risposta alla loro frequenza e ripetitività.
    2. Viene evidenziata la mancata attenuazione dei livelli di marea tramite opere fisse.
    3. Vengono evidenziati problemi non risolvibili con Mo.S.E. a fronte della sempre più alta frequenza delle chiusure in relazione ai livelli eustatici in aumento già nel decennio presente.
    4. Vengono sollevati dubbi sulla risposta del sistema rispetto alle previsioni di marea in riferimento alla quota di chiusura ( + 100 nelle previsioni iniziali, oggi + 110cm).
    5. Viene evidenziato che il progetto Mo.S.E. non soddisfa il principio di precauzione rispetto ai livelli eustatici cautelativi stimati come probabili dalle Organizzazioni Internazionali e Nazionali specializzate e da esperti del settore, il progettista assume un livello eustatico sottostimato (+22 cm).
    6. Vengono denunciati la difficoltà della manutenzione delle opere sommerse (migliaia di mq di superficie con anfratti) ed il deterioramento delle strutture per crescita delle incrostazioni biologiche , e i costi imprecisabili di manutenzione, e comunque certamente superiori rispetto a quelli dichiarati.
    7. Viene sottolineato il forte diretto impatto sulla portualità sia alla fase di cantiere che nella successiva fase gestionale, ed il forte impatto indiretto che verrà a determinarsi sulla concorrenzialità del porto di Venezia quale risultato dell'effetto annuncio di chiusura delle bocche lagunari.
    Sul livello della cantierizzazione:
    1. Gli interventi finora realizzati alle bocche, non soddisfano il requisito della gradualità ed evidenziano l'inessenzialità delle lunate realizzate alle bocche di porto ai fini dell' attenuazione dei livelli di marea in laguna.
    2. E' ritenuta inessenziale la sperimentazione prevista alla bocca di Malamocco con la posa di 5 cassoni - costo 15 milioni di Euro -
    3. Vengono evidenziati gli elevati impatti ambientali dei singoli canteri e degli effetti cumulativi dovuti alla contemporaneità di più cantieri in un ambiente sensibile.

^ top ^